L’eco-costruzione si riferisce alle pratiche volte a progettare edifici il cui impatto ambientale è ridotto durante tutto il loro ciclo di vita, dall’estrazione dei materiali fino alla demolizione. Dal 1° gennaio 2025, il decreto n° 2024-1258 del 30 dicembre 2024 ha inasprito i requisiti di carbonio della RE2020 per i permessi di costruzione nuovi. I progetti devono ridurre ulteriormente l’impronta di carbonio dei materiali, delle attrezzature e del cantiere. Questo livello normativo ridefinisce ciò che “costruire verde” significa concretamente in Francia.
Inasprimento del carbonio della RE2020: cosa cambia per i progetti nuovi
Il termine “RE2025” circola nel settore, ma non si tratta di una nuova regolamentazione autonoma. È un livello della RE2020 entrato in vigore all’inizio del 2025, imposto dal decreto n° 2024-1258. I permessi depositati da questa data devono dimostrare una riduzione maggiore dell’impatto di carbonio su tutto il ciclo di vita dell’edificio.
Il requisito riguarda tre aspetti: i materiali da costruzione, le attrezzature tecniche (riscaldamento, ventilazione, produzione di acqua calda) e le emissioni legate al cantiere stesso. Ogni aspetto ha un limite massimo di emissioni di gas serra, calcolato in analisi del ciclo di vita. I settori che proponevano soluzioni ad alta intensità di carbonio devono adattare la loro offerta o perdere quote di mercato.
I dati reali sulle prestazioni degli edifici nuovi sono ora accessibili in open data, tramite l’Osservatorio delle prestazioni energetiche e ambientali su data.gouv.fr. Questi dati consentono di confrontare le prestazioni effettivamente dichiarate piuttosto che affidarsi solo agli obiettivi teorici.
Per i committenti, è uno strumento di benchmarking senza precedenti. Diverse risorse specializzate, tra cui france-eco-construction.fr, consentono di identificare i settori e i professionisti impegnati in questa transizione.

Materiali biosourced e riutilizzo: due leve complementari per la decarbonizzazione
Il legno, la canapa, la paglia e l’argilla non sono più curiosità da cantiere. Sono risposte dirette ai limiti di carbonio della RE2020 rafforzata, poiché la loro impronta in analisi del ciclo di vita rimane molto inferiore a quella del cemento convenzionale o dell’acciaio.
Il costo rimane il principale freno alla loro adozione massiva. Questo differenziale tende a ridursi man mano che i volumi aumentano e che i settori locali si strutturano.
Il riutilizzo delle terre escavate come leva operativa
Oltre ai materiali strutturali, il riutilizzo delle terre escavate emerge come un asse concreto di decarbonizzazione dei cantieri. Il ritorno di esperienza di Enedis illustra un approccio in tre fasi:
- Caratterizzazione preliminare delle terre prima dell’escavazione, per determinare il loro potenziale di riutilizzo in loco o in un altro cantiere
- Controllo durante i lavori, con monitoraggio della qualità e della tracciabilità dei materiali riutilizzati
- Misurazione dei guadagni di carbonio e della sobrietà dei materiali al termine del cantiere, per documentare l’impatto reale dell’approccio
Questa logica di tracciabilità e misurazione distingue il riutilizzo strutturato dal semplice stoccaggio di materiali di risulta. Presuppone un’organizzazione a monte del cantiere che i committenti devono integrare fin dalla fase di progettazione.
Progettazione bioclimatica e sobrietà energetica: oltre l’isolamento
L’eco-costruzione non si limita alla scelta dei materiali. La progettazione bioclimatica consiste nel trarre vantaggio dall’orientamento dell’edificio, dall’inerzia termica delle pareti, dalla ventilazione naturale e dai contributi solari passivi per ridurre il fabbisogno energetico anche prima di installare un’attrezzatura.
Un edificio ben orientato, con aperture dimensionate in base alle facciate e un’isolamento distribuito in modo coerente, consuma molto meno di un edificio sovraequipaggiato con pompe di calore ma mal progettato. La RE2020 integra infatti un indicatore di fabbisogno bioclimatico (Bbio) che penalizza i progetti la cui involucro è insufficiente, indipendentemente dalle attrezzature installate.

Il ruolo delle energie rinnovabili nel mix
I pannelli fotovoltaici sul tetto, le pompe di calore geotermiche o le reti di calore da biomassa completano la progettazione bioclimatica senza sostituirla. La gerarchia rimane la stessa: ridurre prima il fabbisogno, poi produrre in modo pulito.
L’autoconsumo collettivo, che consente a più edifici di condividere la produzione di un impianto solare locale, sta guadagnando terreno nelle operazioni di urbanistica sostenibile. Questo modello riduce la dipendenza dalla rete valorizzando al contempo la produzione in eccesso.
Open data e trasparenza: verificare la prestazione reale degli edifici
La pubblicazione in open data delle prestazioni RE2020 cambia le regole del gioco per gli acquirenti, le amministrazioni locali e i professionisti della costruzione. Fino ad ora, la prestazione energetica e di carbonio di un edificio si basava su simulazioni teoriche effettuate in fase di progettazione.
Con i dati dell’Osservatorio, diventa possibile confrontare ciò che è stato dichiarato con ciò che è realmente costruito, progetto per progetto, sistema costruttivo per sistema costruttivo. Le soluzioni che mostrano buoni risultati in teoria ma faticano sul campo diventano identificabili.
- Confronto delle prestazioni di carbonio per tipo di materiale (legno, cemento a basse emissioni di carbonio, misto)
- Analisi delle discrepanze tra prestazione dichiarata e prestazione misurata dopo la consegna
- Identificazione delle soluzioni costruttive più frequentemente adottate nei permessi recenti
Questa trasparenza spinge le imprese edili a documentare le loro scelte e a privilegiare soluzioni la cui prestazione è verificabile. Lo sviluppo sostenibile nella costruzione esce così dal discorso di marketing per entrare nel campo della prova.
Il rafforzamento normativo della RE2020, l’accesso ai dati di prestazione reale e la strutturazione dei settori di riutilizzo delineano un’eco-costruzione che non si basa più sulla buona volontà, ma su soglie misurabili e dati pubblici. Il prossimo livello di carbonio, previsto nei prossimi anni, rafforzerà ulteriormente questa logica di verifica. I progetti avviati oggi hanno interesse ad anticipare questi futuri requisiti fin dalla fase di progettazione.



